Giulia-Che fai li, Mohamed
Mohamed-Do i volantini ai camionisti. Devono sapere che noi scioperiamo anche per loro. Picchettiamo anche per loro.
G.-E' tutto fiato sprecato, quelli sono dei padroncini, lavorano a cottimo, una volta che hanno il portafoglio pieno se ne fregano di te e di me e di tutti.
M.-Io non ci credo. Siamo in un paese democratico. Io vengo dall'Egitto e nel mio paese non c'era e non c'e' democrazia. Non la conoscevo nemmeno io, la democrazia, prima di venire qui da voi in Italia.
G.-Sei sicuro di conoscere la democrazia? Forse dovresti chiedere a noi, che siamo piu' avvezzi a chiamare democrazia questa sorta di ipocrisia che ti dice che sei un numero se produci. Altrimenti non sei nemmeno un numero. Sei niente, sei uno zombie. Non produci, non paghi tasse, non paghi tasse non esisti. Perche' non li mantieni.
M.-Chi non mantengo?
G.-Ma loro, no. Svegliati. Quelli che una volta si chiamavano padroni e ora si fanno chiamare imprenditori. Un po' come chiamare la cacca , deiezione. Sempre di cacca si tratta. Puzza lo stesso!
M.-Io non penso come te. Io credo alla vostra democrazia. Se si protesta in modo civile, secondo le regole, se si espongono le proprie idee, si e' ascoltati.
G.-Amico! Ti sei accorto che stiamo facendo un cazzo di picchetto, o no? Sai cos'e' un picchetto?
M.-Io do i volantini ai camionisti, cosi loro non partono.
G.-Ma da dove cazzo vieni, dal paese delle fatine? Oh, sveglia, quelli se ne fregano , quelli basta che hanno il portafoglio pieno, una puttana ogni tanto per strada, il bacetto della buona notte alla mogliettina quando tornano a casa e sono stanchi del viaggio e dormono-tanto le mogli non chiedono altro, esauste come sono di mettergli le corna-inglese, internet e impresa per i figli e sono a posto cosi. Sognano che un giorno il loro primogenito maschio impalmi la figlia di un Agnelli...a furia di inglese, internet e impresa. Perche' dovrebbero darti ascolto. Quelli con il tuo volantino ci si puliscono il culo.
M.-Io non credo. Io voglio spiegare a loro che mi alzo ogni mattina alle cinque, do una mano a mia moglie con i bambini, e sono cinque. Poi prendo la bicicletta vengo a lavorare. Attacco a lavorare alle sette e comincio a caricare pacchi su pacchi. Loro a volte mi aiutano anche, non se ne stanno con le mani in mano. Lavoro duro fino alle 14, senza pausa, senza andare in bagno, cosi finiamo prima. Lo vedono anche loro come fatichiamo, come ci stanchiamo. A volte resto a fare straordinari e il sabato e la domenica lavoro pagato come giorni qualsiasi..
G.-Ecco, appunto, pagato come giorni qualsiasi. Ma non sono giorni qualsiasi. Sono giorni in cui uno normalmente riposa e gode dell'atmosfera generale del riposo, vede la gente in giro a piedi per strada sotto il sole, o di corsa o in bicicletta, al parco e rilassarsi, o al cinema la sera...
M.-Gia', vero e i mariti con l'orecchio alla radio ad ascoltare le partite...
G.-Mohamed , non e' che perche' vai alla moschea, leggi il Corano, tua moglie porta il velo, che i mariti sono rimasti alle radioline. Ma vah...si vedono le partite in diretta al videofonino...e c'hanno pure l'opzione per sbirciarsi il filmetto porno in contemporanea di quando in quando...
M.-Ma che dici, Giulia!
G.-Certo...figurati che ho beccato quel pervertito di mio marito. Quella volta che sono tornata a casa che non stavo bene...che poi non m'hanno pagato la giornata. Non ti ricordi?
M.-Che hai beccato tuo marito?
G.-No, idiota, che non m'hanno pagato la giornata! E sono dovuto andare con il Cattaneo , il Cattaneo, si, il delegato sindacale , a perorare la mia causa!
M.-Ah, si, adesso ricordo.
G.-Cosa?
M.-Che hai beccato tuo marito con un'altra. Che non si aspettava che tu tornassi a casa.
G.-Io veramente parlavo della giornata non pagata!
M.-Ah, scusa, non volevo!
G.-Eh gia', il porco. S'era fatto l'amante. Sua moglie in piedi all'alba, sigarettainbocca, fa il caffe', scusa care, mi fa, ho sonno, ti dispiace se lo facciamo un altro giorno...che a me Mohamed, piace farlo appena alzata. Cosi almeno te ne vai a lavorare con la mente leggera e il corpo rilassato. Dopo cosi lavori meglio. E invece dopo a sollevare pacchi! Tanto il primo pacco me lo aveva gia' dato mio marito , rifiutandomi.
M.-Mi spiace, Giulia!.
G.-ma di un po', s'e' mai visto un uomo che rifiuta le avances della sua donna?
M.-Io non rifiuto niente!
G.-Come come? Ma perche', scusa, non siete sempre voi, dalle vostre parti a dire e far fare alle vostre mogli tutto quello che volete?
M.-Magari fosse cosi. Anzi spesso e' il contrario. E del resto lo prevede anche il Corano, che noi dobbiamo collaborare.
G.-Che vuoi dire, che non e' come per noi cattolici? Mio marito dice sempre e meno male che Dio vi ha fatto da una nostra costola, che se vi faceva pure da una gamba intera, sai quanto fastidio in piu' che davate?Pero' le zoccolette con cui si accompagnava mentre io ero a sollevare pacchi, porca puttana...si, si, mi riferisco a qualcuna di quelle zoccolette , non era un imprecazione, porca puttana, quelle non gli davano fastidio!
M.-Ma vedi devi capire tuo marito. Tu manchi di casa tutto il giorno. Quando torni lui deve uscire perche' e' il suo turno per lavorare, praticamente non vi incontrate mai.
G.-Ma , cazzo, non eravamo una democrazia?Non lo dice mica la costituzione , da qualche parte, che a tutti devono essere date pari opportunita' di tempo di ristoro per godersi la vita e la famiglia?
M.-Questo non lo so. Io so solo che sono un marito fedele. Vengo qui per lavorare e per dare da mangiare alla mia famiglia. E sento come profondamente ingiusto che mi abbiano abbassato la paga oraria, che il sabato e la domenica mi paghino come un giorno qualsiasi.
G.-Tutto maledettamente giusto. Ma bastava che qualche volta , invece di pensare a tua moglie , avessi notato, come ti guardavo...qualcuna di quelle mattine in cui mio marito il pacco da caricarmi in spalla gia' prima di lavorare me l'aveva dato a me....
M.-Che vuoi dire?
G.-Niente, minchia, questo non ci arriva, e' proprio tonto....
M.-Io continuo a dare volantini ai camionisti, vedrai che prima o poi si fermano e fermano il lavoro . E allora il titolare ci chiama per mettersi d'accordo.
G.-Mamma mia che ingenuo, questo qui sta ai verbi difettivi dell'ingenuita'!
M.-Ecco vedi, l'ultimo camionista a cui ho dato il volantino lo stava leggendo.
G.-Certo, e ho visto che aveva piena intenzione di fermarsi...dalla puttana dietro la curva, prima di involarsi sull'autostrada e correre a rotta di collo...ahahahahah. rotta di collo, gia' gia', in fondo non sono colli quelli che porta...ahahahah, e infondo quanti ne rompe prima che arrivino a destinazione? Solo noi ci rompiamo la schiena per stare attenti a come posizionarli. Se no il capetto, li, comecazzo si chiama? Ah gia' Orlando, ci cazzia a ripetizione.
M.-Io anche ho la schiena a pezzi. All'ospedale mi hanno detto che ho l;ernia del disco. Cattaneo mi ha detto che se facevo causa all'azienda potevo pure essere licenziato. Che la legge lo consentiva, alla ditta. Loro, quelli della ditta, potevano persino dire che non avevano piu' una mansione in cui io fossi valido e mandarmi via.
G.-Ma non hai , cazzo, detto che siamo una democrazia?
M.-Si...siamo una democrazia. Adesso mi avvicino a questo camion che sta passando e gli parlo. Parlo al camionista. E' un padre di famiglia, non potra' non capirmi.
SCKREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
TUMP.....