martedì 9 gennaio 2018

Il buono

Nel novembre del '95 entrai all'Ikea. Mi misero subito a lavorare nella squadra di riempimento del self service. Definizione altisonante per identificare un lavoro consistente essenzialmente nel riempire gli scaffali di merce, pacchi che contenevano mobili che i clienti poi si sarebbero caricati su un carrello e portati via a casa. Inutile dire che dopo un po' di tempo "squadra di riempimento" assunse il significato metaforico di saturazione scrotale.
Lavoravo con Rino , detto piccolo Buddha, per la sua pelata , l'aspetto da Buddha cinese e le perle di saggezza che sfornava di giustezza, quando ce n'era bisogno, Roberto detto il Patata vuoi per la tenerezza da ragazzone ma anche perché quando ti affibbiano un soprannome, a meno che non sia "u tiradrittu", sei già un personaggio e te lo tieni stretto , Darietto, detto Pillola Blu, non certo per assonanze con il viagra ( non esisteva ancora, parliamo di un'epoca precedente) ma per la conoscenza enciclopedica sui vari tipi di plegine in pillole di vari colori da calarsi in scalcinate discoteche di periferia e noto per i suoi discorsi nazistoidi che si concludevano con uno dei suoi refrain peferiti:" bisogna negare anche l'evidenza"-sembra che lo dicesse un criminale nazista piuttosto noto in Italia per l'eccidio delle Fosse Ardeatine, tale Erich Priebke -e qualche altro svalvolato che si perde nella memoria.
Come tutti i gruppi di lavoro di epoca fordista avevamo i nostri caporali-come diceva Totò tutti noi abbiamo un caporale-che si chiamavano Gigi e Roberto. Si aggiravano fra gli scaffali con dei transpallet elettrici dritti e impettiti per controllare il nostro riempimento: urlavano e cazziavano ma erano due "can che abbaiano non mordono". Noi facevamo finta di chinare il capo ad ogni loro rimbrotto e poi quando si allontanavano continuavamo a chiacchierarcela della grossa. Ce ne fossero , così, di questi tempi. Li ricordo con nostalgia.
Dopo qualche tempo conobbi uno che andava in giro camminando come se corresse, con un mazzo di chiavi che gli ciondolava dai pantaloni  a mò di campanaccio vaccino, i capelli corti e un perenne sorriso beffardo stampato sul viso, sul metro e settantacinque, magro e orecchie traforate da orecchini ricavati da gusci di cocco marroni.
Mi ricordo che mi presentai e gli dissi che quei due , i caporali, comunque, rompevano i coglioni e non permettevano che noi parlassimo, seppur mentre facevamo andar le mani.
-Beh, che vuoi fare, dammtrà, l'è inscì, primo o poi ven fora un rebelot, disse.
Sono quasi trent'anni che vivo nel milanese e ancora oggi sono le uniche cazzo di parole di milanese che ho imparato e memorizzato. Avendo conservato il mio originario accento pugliese alla Sacco di Sacco e Vanzetti.
Era simpatico e voleva bene a tutti, persino a quelli che non si comportavano bene o che esageravano nel volersi imporre gerarchicamente. Mi colpì subito un aspetto che lo caratterizzava e che lo avrebbe caratterizzato tutta la vita: era costituzionalmente incapace di odiare qualcuno. Lo soprannominai presso il pubblico di fantasmi che albergava nella mia testa:" il buono". Anche se lui si faceva chiamare "Il Losco". Ma non ho mai capito perché. Forse perché "Il Losco" era l'aspetto che cercava sempre di smascherare in chi era torbido negli atteggiamenti e nei comportamenti.
Ma torniamo alla frase." dammatrà, l'è insci, ven fora un rebelot". Beh questo mantra mi ha accompagnato tutta la vita, fino ad oggi. Tutta la vita vissuta con Il Buono , come collega di lavoro , come collega delegato sindacale e come amico. Perché questa frase a seconda dell'intonazione , del contesto, del momento e delle circostanze poteva significare molte cose: sia positive che negative. E quando lo diceva, anche se praticamente non significa niente, ogni volta assumeva un significato dalla portata magistrale. Il Buono , in realtà, si chiamava Luca. L'imperfetto del verbo non inganni, ma è per la forma narrativa. E' vivo e vegeto ancora oggi . E vive ma non vegeta. Tutt'altro. E sono passati quasi 25 anni.


Passavano gli anni e l'azienda andava avanti inglobando e spuntando fuori di tanto in tanto esistenze  masticate fino a consunzione, ma Il buono era sempre lì, al suo posto. Persino quando mi chiese di entrare nel sindacato. Senza nemmeno chiedermi se volessi tesserarmi.
-Devo farmi la tessera?, gli chiesi una volta.
-Dammatrà, l'è inscì, ven fora un rebelot, disse . Capii che per lui non era veramente importante. E proprio  per questo mi feci la tessera del sindacato. Della Cgil.
E cominciammo a fare sindacato insieme.
Poi l'amicizia tracimò nelle scorribande per locali notturni. Perché l'impegno sindacale, il lavoro, che cazzo sono se alla fine non puoi neanche berti una birra in santa pace con un amico?
Insieme a noi in queste scorribande c'era un altro genuino prodotto proveniente  da quell'esercito di uomini blu che vivevano nelle segrete e buie campate del deposito dell'azienda e che andava genericamente sotto la definizione di Logistica: il Silvio.


 Il Buono, Luca, Silvio,  detto Iguana per l'impressionante  somiglianza con Iggy
 Pop  e io che venivo chiamato il Professore, per via della mia verbosità che faceva venire la pellagra alle palle , al termine dei lunghi turni di lavoro che la pellagra alle palle la facevano venire a prescindere (fu allora che fu inventato il termine  "pallagra"), insomma noi tre, demmo vita negli anni '90 ad un trio che terrorizzò le birrerie di mezza Milano , nonché il teatro pub Nidaba, sito sui navigli  ; trio cui fu messo un nome di battesimo del tutto lisergico : trio LSD. Dalle iniziali dei nostri nomi: Luca , Silvio, Danilo.
Le forze dell'ordine di Milano, negli anni novanta furono impegnate oltre che sul fronte criminale per antonomasia, anche sul fronte risse da Bar e affini. Situazioni alcoliche dalle quali ci tirava sempre fuori Il Buono. Non eravamo cattivi , era che ovunque si andasse nei pub di Milano non s' aveva il senso dell'umorismo.  Come quella volta che a un maresciallo dei carabinieri siciliano fuori dal Murphy's , mitico pub irlandese di via Savona , mentre ci rivestivamo dopo aver ballato nudi sul bancone del suddetto pub irlandese, Il Buono se ne venne fuori con quella frase che ci fece scompisciare tutti. E indovinate cosa replicò Il Buono quando il maresciallo siculo disse- mi avete scassato la minghia, sempre voi siete, ma case non ne avete dove stare?
-Dammatrà, l'è inscì, ven fora un rebelot, disse il Buono.
Silvio rise e gli cadde la dentiera nella birra scura.
-Figa, disse, maresciallo, dovete mandare il nucleo sommozzatori e ripescarla .
Per poco non ci arrestarono.
E poi le litigate con Cofferati e con la Camusso.  Gia segretari della Camera del Lavoro di Milano. Che poi divennero segretari generali della Cgil. Ci odiavano perché noi non firmavamo nessun accordo.
-Dammatrà, l'è inscì, ven fora un rebelot, disse Il Buono a Cofferati.
-Dovete firmare un cazzo di accordo, ora basta, disse Il Coffe.
-Per voi è importante firmare, disse il Buono, ma per i lavoratori è un buon accordo?
-Firmate , urlò Cofferati.
-Firmate, urlò la Camusso.
-Ecco perché vi chiamano segretari, disse Il Buono quella volta. Dammatrà, l'è inscì, ven fora un rebelot, siete come quelle segretarie che metton la carte da firmare  sulla scrivania ai padroni senza capire cosa c'è scritto dentro. Ragiunatt, vi dovrebbero chiamare.
Fu allora , grosso modo, balla più balla meno, che nacquero i Cobas.
E poi venne l'amore.
Il Buono una volta mi disse che gli piaceva una collega. Si chiamava Simona, per gli amici Simo, per il Buono  Sim Sim. Per me Sim Sala Bim. Dico così perché in men che non si dicesse si ritrovò questa sorpresa d'uomo al suo fianco senza neanche sapere perché e come mai. In realtà la colpa è mia : una volta Il Buono mi disse-dammatrà, l'è inscì, ven fora un rebelot, sai che mi piace la Simona?
Non l'avesse mai detto. Dieci minuti dopo  ero al tavolo della mensa aziendale con Simona tessendo le lodi del Buono, lodando le sue doti amatorie, le donne avute e fatte soffrire , il fascino del rivoluzionario e tutto il resto , come avrebbe detto Kerouac. Ma io non sono Kerouac, per cui Simona mi credette. E Sim Sim Sala Bim ora sta insieme a Luca il Buono. E a parer mio hanno dato vita al più interessante esperimento di Ogm mai esistito. Prima di Lucio Magri e Adriana Poli Bortone. Prima di Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia. Il Buono è un sindacalista rivoluzionario (della corrente buddhista, visto al lancio dei candelotti dei poliziotti ha risposto al massimo con un lancio di cerotti) e Simona, Sim Sim Sala Bim un'aziendalista coi fiocchi (si spera non d'avena). Vuoi vedere che tutte le cazzate che avevo detto sull'ars amatoria di Luca il Buono erano vere? Ma tra i legami chimici non ci metto dito, potrei restarne privo.


Poi un giorno di recente Il Buono, che aveva fondato i cobas in azienda, ha organizzato una manifestazione e uno sciopero in difesa di alcuni lavoratori, non proprio della sua azienda, ma che lavoravano per la sua azienda. E che nessuno si era interessato a difendere. Il Buono si è letto i contratti le clausole e subito, saltellante come un grillo, dammatrà l'è inscì, ven fora un rebelot, ha individuato il marcio districandosi nella terminologia avvocatizia. Perché lui, il Buono, ha questa cosa qui. Lui vede il marcio e l'ingiustizia prima di ogni altro, perché la sente sulla sua pelle , la avverte a livello inconscio, e non c'è bisogno di aver fatto troppa università per capirlo. E' una vocazione. Per questo qualcuno ha pensato di licenziarlo , per toglierlo di mezzo, perché la bontà, non il buonismo, sono cose pericolose per chi fa profitto.
Ma lui non si è certo dato per vinto. Perché lui è uno che la lotta ce l'ha nel sangue, che l'ingiustizia la vede prima di ogni altro. Come tutte quelle volte che in assemblea mentre si discuteva di cose che sembravano accettabili, lui, saltava su e urlava:" dammatrà, l'è inscì, ven fora un rebelot".
Luca il Buono ci manca molto. Ci manca molto per molti motivi. A me manca come compagno di mille battaglie e come amico.
E tante volte, quando sono in  questo negozio di mobili , nello Store, come lo chiamano certi  per darsi un tono  e cammino per andare in mensa a passare qualche momento di pausa, di ritorno dai reparti di vendita e affini, passando sul ballatoio, mentre giù in basso, imperversa la battaglia per l'acquisto, con code di clienti in cassa tipo dragoni cinesi, mi sembra di sentire il trillo di quel mazzo di chiavi e la camminata sganga, il sorriso beffardo e lo sguardo vispo, gli occhiali da prete di strada, gli orecchini da selvaggio del Borneo, è lui, mi sembra di riconoscerlo, è Luca il Buono, che da lontano mì fa:" dammatrà , l'è inscì, ven fora un rebelot, figa, el giudice m'ha reintegrà ".
 
Auguri per i tuoi 50 anni, caro amico e compagno!









domenica 11 giugno 2017

Agimor

Mi chiamo Agimor e faccio il pontista. Sono di Albània. Il mio padrone è un italiano di Calabria con la pancia grande da birra. Dopo che finiamo di lavorare sempre porta noi a bere birra al bar. Lui dice che birra e meglio di vitamine dopo che lavorare. Perché cura corpo e testa. Vitamine solo cura corpo. E birra dopo fa dormire bene. Lui dire così, perché il giorno dopo noi lavorare presto.


Nostra squadra siamo sette persone e montiamo telai di metallo per creare impalcature intorno a palazzi. Perché poi altri operai imbiancare palazzo. Spesso dopo che montato intelaiatura completa palazzo qualcuno mette su foto gigante di Belen Rodríguez. Il mio padrone si fa pagare anche da questa cosa. Lui dire sempre che la figa fa fare soldi il cazzo col cazzo che fa fare soldi.
 
Mia famiglia di Durazzo , sono terzo di otto figli. Tutti noi , fratelli e sorelle , lavorare all'estero. Due mie sorelle fare pulizie ad Amburgo, due miei fratelli lavorare a Londra come camerieri . Altri due dopo cinque anni a Italia come camerieri aperto ristorante a Tirana, capitale di Albània.Poi ce n'è un altro. Lui è mussulmano perché ha sposato una di loro. Andato a combattere in Bosnia. Non tornato più . Qualcuno ha detto a noi che è sepolto in un cimitero in Bosnia dove fatto strage di mussulmani.


Io tutte le mattine prendere cappuccino a bar sotto casa. Abito a Baggio una zona di Milano dove abitare molti italiani che venire da Puglia , Calabria , come mio padrone, Campania e Sicilia. Abitano tutti intorno a me e sento che loro mi odiano. Loro sono disoccupati o fanno lavori che guadagnare poco, per loro e loro famiglie. Una volta uno di loro in Bar mentre prendevo cappuccino ha detto che io venuto per rubare lavoro a italiani. Io non detto niente. Poi incontrato lui altra volta in bar  e detto , sai che lavoro faccio? Ho spiegato a lui. Lui mi ha guardato e ha chiesto quanto guadagnavo, per tirare su a mano con corda telai, caricare tavole di ferro, centinaia, migliaia , di tavole di ferro su camion e scaricare e montare stesse tavole di ferro. Detto a lui milleduecento euro. Lui mi ha guardato e ha detto. Per forza, tu sei giovane e sei forte, io non lo posso fare . Per mille e duecento euro poi. Voi siete pazzi, ha detto. Quindi, dico io, sei sempre convinto che noi rubare lavoro a voi. Beh, se non c'eravate era meglio. E poi puzzate, quando venite al bar. Forse io cattivo odore dopo che lavorare, non prima, dico. Lui se n'è andato e non mi ha più detto niente. A volte io vedere lui seduto in bar a giocare carte. Mi guarda sempre male. Io non guardo lui male. Io non guardo lui e basta. Io devo campare mia famiglia, mandare miei figli a scuola, mandare soldi a mia mamma e mio papa, che sono a Durazzo e hanno pensione troppo bassa per vivere. Non ho tempo per odiare nessuno.


Dicevo che la mattina io bevo cappuccino e mangio cornetto. Poi vado con autobus a deposito. Deposito è vicino alla campagna sempre in quartiere dove abito. Li mi trovo con mia squadra. Già detto che siamo in sette. Un egiziano, due marocchini, un siciliano, due calabresi e uno di Puglia. Io mi trovo bene con quello di Puglia. Forse perché siamo a ottanta chilometri di distanza e quando soffia vento di scirocco in Albània noi potere arrivare quasi a nuoto. Non è che siamo amici, ma non mi rompe con queste storie di razzismo. Gli altri neanche mi rompono ma si capisce che se potessero lascerebbero cadere una tavola di ferro mentre faccio salire con la corda qualche telaio su verso l'alto.
Poi la sera andiamo al bar a bere birra. Spesso offre il padrone. Il padrone si chiama Giuseppe e come ho detto è di Calabria. Ha una moglie e tre figli. Uno  dei figli studia a università  e lui parla sempre di lui. Dice sempre che è pieno di donne di tutto il mondo, dall'Australia al Mozambico. Mozambico? ho detto a lui quella volta. In Africa? No, mi ha risposto lui, Mozambico è in Giappone. Ah, ho detto. Quindi occhi a mandorla? Ma cosa cazzo ne sai tu di geografia? Mi ha detto. Quando fa così significa che mi sono messo troppo in confidenza e cambio discorso.


Poi giochiamo a biliardo, la sera al bar, mentre beviamo birra. Gli arabi parlano fra loro in arabo. Io ho chiesto a loro come mai bevevano birra, se non era proibito dalla loro religione. Loro detto che io dovevo fare cazzi miei. Loro mogli portano il velo in testa ma faccia lasciano vedere. Io visto una di loro in cinque anni una volta sola, mentre portare mangiare loro al lavoro. Uno di loro ha gridato qualcosa  a lei. Da quella volta lei mai più venuta.


Una volta è venuta mia moglie. Si chiama Adriana. Lei è bella, castana, magra ma bel corpo. Gli arabi si sono messi in confidenza con lei. Io fatto finta di niente. Non ho detto a lei di non venire più. Lei ha detto che erano sgradevoli, ma che lei sapeva tenere a bada. Sua nonna aveva fatto la partigiana e aveva fatto fuori parecchi tedeschi. E altrettanti comunisti. Quindi non c'era nulla da temere. Poi lei iniziato a lavorare da una parrucchiera italiana. E a volte vado io a portare lei un po' di mangiare, nell'intervallo da lavoro, se lavoro vicino a dove lavora lei.


Ho due figli , un maschio e una femmina. Il maschio ha dieci anni e gioca a calcio molto bene. Spero che diventa bravo e ricco con pallone. Mia figlia invece, di dodici anni, è molto brava in pallavolo. Tutti e due sono bravi a scuola, sono nati in Italia , a Milano. Hanno voti altissimi in pagella. La maestra delle elementari disse a mia moglie una volta che non sembravano figli di albanesi, tanto erano bravi. Mia moglie non disse niente. Poi a casa quella sera disse a me-siamo venuti a vivere in un paese che non sa niente di noi. Pensano che veniamo dalla preistoria. E se lo pensano gli insegnanti, immagino gli altri. Io ho sorriso. Le ho accarezzato la guancia e ho detto, devi avere pazienza, non abbiamo tempo per odiare nessuno, quelli che odiano hanno la fortuna di poterselo permettere.









lunedì 26 settembre 2016

Mohamed e Giulia

Giulia-Che fai li, Mohamed
Mohamed-Do i volantini ai camionisti. Devono sapere che noi scioperiamo anche per loro. Picchettiamo anche per loro.
G.-E' tutto fiato sprecato, quelli sono dei padroncini, lavorano a cottimo, una volta che hanno il portafoglio pieno se ne fregano di te e di me e di tutti.
M.-Io non ci credo. Siamo in un paese democratico. Io vengo dall'Egitto e nel mio paese non c'era e non c'e' democrazia. Non la conoscevo nemmeno io, la democrazia, prima di venire qui da voi in Italia.
G.-Sei sicuro di conoscere la democrazia? Forse dovresti chiedere a noi, che siamo piu' avvezzi a chiamare democrazia questa sorta di ipocrisia che ti dice che sei un numero se produci. Altrimenti non sei nemmeno un numero. Sei niente, sei uno zombie. Non produci, non paghi tasse, non paghi tasse non esisti. Perche' non li mantieni.
M.-Chi non mantengo?
G.-Ma loro, no. Svegliati. Quelli che una volta si chiamavano padroni e ora si fanno chiamare imprenditori. Un po' come chiamare la cacca , deiezione. Sempre di cacca si tratta. Puzza lo stesso!
M.-Io non penso come te. Io credo alla vostra democrazia. Se si protesta in modo civile, secondo le regole, se si espongono le proprie idee, si e' ascoltati.
G.-Amico! Ti sei accorto che stiamo facendo un cazzo di picchetto, o no? Sai cos'e' un picchetto?
M.-Io do i volantini ai camionisti, cosi loro non partono.
G.-Ma da dove cazzo vieni, dal paese delle fatine? Oh, sveglia, quelli se ne fregano , quelli basta che hanno il portafoglio pieno, una puttana ogni tanto per strada, il bacetto della buona notte alla mogliettina quando tornano a casa e sono stanchi del viaggio e dormono-tanto le mogli non chiedono altro, esauste come sono di mettergli le corna-inglese, internet e impresa per i figli e sono a posto cosi. Sognano che un giorno il loro primogenito maschio impalmi la figlia di un Agnelli...a furia di inglese, internet e impresa. Perche' dovrebbero darti ascolto. Quelli con il tuo volantino ci si puliscono il culo.
M.-Io non credo. Io voglio spiegare a loro che mi alzo ogni mattina alle cinque, do una mano a mia moglie con i bambini, e sono cinque. Poi prendo la bicicletta vengo a lavorare. Attacco a lavorare alle sette e comincio a caricare pacchi su pacchi. Loro a volte mi aiutano anche, non se ne stanno con le mani in mano. Lavoro duro fino alle 14, senza pausa, senza andare in bagno, cosi finiamo prima. Lo vedono anche loro come fatichiamo, come ci stanchiamo. A volte resto a fare straordinari e il sabato e la domenica lavoro pagato come giorni qualsiasi..
G.-Ecco, appunto, pagato come giorni qualsiasi. Ma non sono giorni qualsiasi. Sono giorni in cui uno normalmente riposa e gode dell'atmosfera generale del riposo, vede la gente in giro a piedi per strada sotto il sole, o di corsa o in bicicletta, al parco e rilassarsi, o al cinema la sera...
M.-Gia', vero e i mariti con l'orecchio alla radio ad ascoltare le partite...
G.-Mohamed , non e' che perche' vai alla moschea, leggi il Corano, tua moglie porta il velo, che i mariti sono rimasti alle radioline. Ma vah...si vedono le partite in diretta al videofonino...e c'hanno pure l'opzione per sbirciarsi il filmetto porno in contemporanea di quando in quando...
M.-Ma che dici, Giulia!
G.-Certo...figurati che ho beccato quel pervertito di mio marito. Quella volta che sono tornata a casa che non stavo bene...che poi non m'hanno pagato la giornata. Non ti ricordi?
M.-Che hai beccato tuo marito?
G.-No, idiota, che non m'hanno pagato la giornata! E sono dovuto andare con il Cattaneo , il Cattaneo, si, il delegato sindacale , a perorare la mia causa!
M.-Ah, si, adesso ricordo.
G.-Cosa?
M.-Che hai beccato tuo marito con un'altra. Che non si aspettava che tu tornassi a casa.
G.-Io veramente parlavo della giornata non pagata!
M.-Ah, scusa, non volevo!
G.-Eh gia', il porco. S'era fatto l'amante. Sua moglie in piedi all'alba, sigarettainbocca, fa il caffe', scusa care, mi fa, ho sonno, ti dispiace se lo facciamo un altro giorno...che a me Mohamed, piace farlo appena alzata. Cosi almeno te ne vai a lavorare con la mente leggera e il corpo rilassato. Dopo cosi lavori meglio. E invece dopo a sollevare pacchi! Tanto il primo pacco me lo aveva gia' dato mio marito , rifiutandomi. 
M.-Mi spiace, Giulia!.
G.-ma di un po', s'e' mai visto un uomo che rifiuta le avances della sua donna?
M.-Io non rifiuto niente!
G.-Come come? Ma perche', scusa, non siete sempre voi, dalle vostre parti a dire e far fare alle vostre mogli tutto quello che volete?
M.-Magari fosse cosi. Anzi spesso e' il contrario. E del resto lo prevede anche il Corano, che noi dobbiamo collaborare.
G.-Che vuoi dire, che non e' come per noi cattolici? Mio marito dice sempre  e meno male che Dio vi ha fatto da una nostra costola, che se vi faceva pure da una gamba intera, sai quanto fastidio in piu' che davate?Pero' le zoccolette con cui si accompagnava mentre io ero a sollevare pacchi, porca puttana...si, si, mi riferisco a qualcuna di quelle zoccolette , non era un imprecazione, porca puttana, quelle non gli davano fastidio!
M.-Ma vedi devi capire tuo marito. Tu manchi di casa tutto il giorno. Quando torni lui deve uscire perche' e' il suo turno per lavorare, praticamente non vi incontrate mai.
G.-Ma , cazzo, non eravamo una democrazia?Non lo dice mica la costituzione , da qualche parte, che a tutti devono essere date pari opportunita' di tempo di ristoro per godersi la vita e la famiglia?
M.-Questo non lo so. Io so solo che sono un marito fedele. Vengo qui per lavorare e per dare da mangiare alla mia famiglia. E sento come profondamente ingiusto che mi abbiano abbassato la paga oraria, che il sabato e la domenica mi paghino come un giorno qualsiasi.
G.-Tutto maledettamente giusto. Ma bastava che qualche volta , invece di pensare a tua moglie , avessi notato, come ti guardavo...qualcuna di quelle mattine in cui mio marito il pacco da caricarmi in spalla gia' prima di lavorare me l'aveva dato a me....
M.-Che vuoi dire?
G.-Niente, minchia, questo non ci arriva, e' proprio tonto....
M.-Io continuo a dare volantini ai camionisti, vedrai che prima o poi si fermano e fermano il lavoro . E allora il titolare ci chiama per mettersi d'accordo.
G.-Mamma mia che ingenuo, questo qui sta ai verbi difettivi dell'ingenuita'!
M.-Ecco vedi, l'ultimo camionista a cui ho dato il volantino lo stava leggendo.
G.-Certo, e ho visto che aveva piena intenzione di fermarsi...dalla puttana dietro la curva, prima di involarsi sull'autostrada e correre a rotta di collo...ahahahahah. rotta di collo, gia' gia', in fondo non sono colli quelli che porta...ahahahah, e infondo quanti ne rompe prima che arrivino a destinazione? Solo noi ci rompiamo la schiena per stare attenti a come posizionarli. Se no il capetto, li, comecazzo si chiama? Ah gia' Orlando, ci cazzia a ripetizione.
M.-Io anche ho la schiena a pezzi. All'ospedale mi hanno detto che ho l;ernia del disco. Cattaneo mi ha detto che se facevo causa all'azienda potevo pure essere licenziato. Che la legge lo consentiva, alla ditta. Loro, quelli della ditta, potevano persino dire che non avevano piu' una mansione in cui io fossi valido e mandarmi via.
G.-Ma non  hai , cazzo, detto che siamo una democrazia?
M.-Si...siamo una democrazia. Adesso mi avvicino a questo camion che sta passando e gli parlo. Parlo al camionista. E' un padre di famiglia, non potra' non capirmi.
SCKREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
TUMP.....

sabato 27 agosto 2016

Sonia in tangenziale

-Mamma mia che traffico....uffaaaaaaa, non se ne puo' piu'
Radiodeejay in sottofondo, intorno macchine, macchine, latta, scappamenti meccanici , scappamenti impossibili, bloccati li come si sta.
-No , dico io, sono tornati tutti, 'sti imbeccilli...ma dico io, proprio quando sono tornata io, che c'ho da lavora'...poi io pure so romana e parlo cossi...e su andiamo, non sta bene a Milano.
Jingle dalla radio:" vuoi essere piu' carismatico di tutti? Lavora su te stesso e prima o poi ci riuscirai, vuoi essere piu' preparato di tutti? Studia tutti i giorni e prima o poi ci riuscirai. Vuoi essere il piu' vincente di tutti? Siediti  e rilassati, primo posto e' gia' preso, Molinari, piu' chiaro di cosi". La voce di Mourinho.
-Il solito sbruffone...ma guarda questo oh, che stronzate sta a dire...Io nel mio lavoro sono la numero uno e me so fatta un culo cosi, per arrivare dove so arrivata. Cazzo! Sono una dirigente e so io quanta strada ho macinato, quante mail ho scritto, quante vendite ho realizzato e quante cene con uomini che si credevano eccezionali solo perche' qualcuno li aveva messi li nel posto che occupavano, mi so sciroppata. Ora pero' sono al comando. Ma se sto bloccata qui in tangenziale, beh, vor di che non sono ancora abbastanza al comando come dico io, come voglio io. Ci siamo capiti.
Intanto Linus su radiodeejay parla di corsa. Cioe' , parla di corsa perche' e' un deejay e parla di corsa perche' a lui piace correre. Sta raccontando di quando esce a fare running  con gli amici  che lo accompagnano fino ad Abbiategrasso, passando sui navigli. Sperando che magari divulgando la notizia un giorno , come Forest Gump , si ritrovi a correre con dietro migliaia di sostenitori. Fino ad Abbiategrasso, che dal nome da' l'idea di essere un comune particolarmente prodigo.
-Anvedi questo, oh, parla sempre dei cacchi suoi e ne ha fatto una professione. Devo prendere esempio...sono circondata da dei veri inetti. Na manica de raccomandati che non capiscono una cippa. E io non vedo l'ora di sbarazzarmene. Appena mi danno l'ok, appena divento dirigente come dico io...mmmmmmmm, 'sta manica di lamentosi, sempre con ste rivendcazioni sindacali....E 'sti sindacati, poi, una roba dell'anteguerra, da paesi sottosviluppati. I paesi dinamici, con economie che crescono vertiginosamente, cacchio, non hanno sindacati. O perlomeno i sindacati si mettono d'accordo con noi dirigenti. Tutto il mondo e' paese.
Linus parla dei suoi allenamenti ed il suo partner Savino dice , che palle!
-So simpatici, pero', sti due, Linus e Nicola, ma magari se li invitassi a cena non sarebbero simpatici come alla radio. Li non puoi fingere. Li devi tira' fuori le palle. Ecco pure questi so dirigenti, ma de che? Non hanno le phisique do role, non hanno il quid.
Nel frattempo il traffico e' bloccato, sono i primi di settembre e sono tornati tutti dalle ferie. La tangenziale e' intasata.
-Ma insomma, io devo anda' a lavora'...ma guarda 'sti burini, ancora gli danno le vacanze ad Agosto . Vo dico io qual'e' il problema di questo paese, che si danno troppe vacanze e tutte nello stesso periodo. Se si dessero vacanze tutto l'anno, si darebbe ristoro ben distribuito...l'ho detto io all'ultima riunione con l'amministratore delegato. E lui faceva di si con la testa. E volevo vede' se faceva de si con quarche artro organo, ahhahahah...mo parlo da sola, parlo e rido da sola. Non ci sto piu' dentro...
Intorno macchine, macchine, tir, autobus, persino moto, che cercano disperatamente di insinuarsi fra quei muri di metallo.
-Ecco, forse qualcosa si muove...'sti burini stanno andando verso i supermercati, hanno i frigo vuoti, eh....ma pure il conto sara' in rosso...tutto grasso che cola pe' noi...e dagli a fare finanziamenti...me sa che la prossima vorta propongo all'amministratore delegato de aumenta' i tassi d'interesse. Ma certo, questi qui pagherebbero pure il doppio...non sanno piu' vivere in un altro modo, so abituati agli agi...ma me direte, e' morale? Ma chi se frega se e' morale...per caso la vita ed il fatto che un giorno dobbiamo mori, e'morale?E' morale per caso che se non so proprio sta strafica , il fatto che guadagni uno stipendio cospicuo al mese mi faccia sembrare tale?La morale e' una cosa che hanno inventato i poveri per dire che non e' colpa loro se so poveri. E invece e' colpa vostra. Se vi foste impegnati di piu', nella vita, vi sareste guadagnati un posto al sole. Io pero' un posto ar sole me lo so guadagnato alle Maldive. Voi a Civitavecchia, e' morale tutto questo ? No, ma io non mi devo senti in colpa, perche' io sono una persona che s'e' fatta da se'.
Ad un tratto Sonia riceve una telefonata, in macchina , ovviamente , ha il bluetooth.
-Si , pronto?
-Pronto, dottoressa Rambaldi, la stiamo attendendo da piu' di un'ora
-Ma chi e' che parla?
-Sono il dottor Vivarelli
[Cacchio, il capo supremo}
-Esimio dottore, quale buon vento. Mi deve scusare , ma vede la tangenziale e' bloccata. Colpa mia, avrei dovuto prevederlo e mi sarei dovuta organizzare per tempo.
-Va bene, non si preoccupi, le dispiace se iniziamo senza di lei?
-Ma si figuri, Dottor Vivarelli, come dire, il capo e' lei.
-Benissimo, la aspettiamo...ma faccia pure con calma, al limite dopo un mio assistente la mettera' a parte delle decisioni prese.
-Ma dottor Vivarelli, sono quasi arrivata, mi piacerebbe enormemente assistere alla sua prolusione.
-La ringrazio della stima , dottoressa, ma facciamo pure senza di lei...questioni di tempo, lei mi capisce, vero?
-Perfettamente, dottor Vivarelli.
-Bene, allora, la saluto. Ci sentiamo dopo...se riesce ad arrivare a destinazione, s'intende!.
Cick. Telefonata chiusa.
-Porca zozza, porca puttana, porca troia...adesso quegli altri due sciacalli , il Forgione e l'Aliprandi,dirigenti come me, si avvantaggeranno e me lasceranno al palo. Quegli sciacalli!Me lo sento che stanno per farmi le scarpe. E tutto pe' sta cazzo de tangenziale, pe' sti burini che devono andare ai supermercati...ecco, vedete, bisogna licenziarve a tutti, cosi andate tutti nello stesso posto , ad approvigionarvi:alla Caritas. E non intasate le tangenziali. Mo' sto a perde la pazienza. Suono il clacson, magari qualcosa si muove. Suona il clacson. Poco dopo lo suonano tutti, sembra un concerto. Il rumore e' assordante
Radiodeejay gracchia le cifre dei morti sotto il terremoto dell'altra notte.
-Uffa, sto terremoto, ha rotto...ci sono guai peggiori in vista: io che vengo tenuta fuori dai progetti dell'azienda, questo si sarebbe un sisma irrimediabile. E poi quei due cazzari, Forgione e ASliprandi, con i loro scrupoli morali da morti de fame...di sicuro parleranno di abbassare i tassi d'intersse. Che gente senza swing...non hanno capito come stanno le cose, la gente finge di essere povera, nascondono i soldi sotto i materassi e poi dichiarano fallimento. Ti ritrovi a prestare soldi a tutti a tassi d'interesse non elevati. Di questo passo in due anni falliamo. E io, che c'ho messo una vita per arrivare al vertice, che fine faccio?
No, non posso, devo arriva' in tempo pe' la riunione. Sgasa e suona. Ma le auto davanti e intorno non si muovono. Non possono. Sono tutti appena tornati dalle vacanze. Ma non se ne parla di starsene a casa. Si potrebbe avere troppo tempo a disposizione per riposarsi. E riposarsi, fa sognare.

mercoledì 13 luglio 2016

Monologo

Eccomi qui. 2016 e siamo ancora ridotti a lavorare per comprarti e mantenerti la macchina per andare a lavorare. La differenza con gli schiavi del passato e' che mentre vai a lavorare in macchina ascolti Radiodeejay . Puoi ricevere telefonate con il bluetooth. Puoi startene incolonnato in tangenziale e ridere delle stesse stronzate di cui ride il tuo compagno di incolonnamento. Se e' una e' meglio. E non hai bisogno nemmeno del suo numero di whatsapp. Tanto state ridendo delle stesse cose che dice il tizio alla radio. Anche lui recita un copione. Diomio! Ma non saro' un po' troppo melodrammatico?Magari sto esagerando. Gli schiavi avevano le catene. Beh ma anche io ho l'obbligo delle catene. Anche se ormai non nevica mai!E se mi fermano becco una multa che mi fa saltare mezza tredicesima. Niente tredicesima niente regali alla mia ragazza. E niente regali alla mia ragazza, dopo un po' niente ragazza. Lei ti molla mandandoti un messaggio su whatsapp: " non ce la faccio piu' con te, ho deciso di tirare lo sciacquone". E le catene aumentano. Ho piu' catene degli schiavi di Roma imperiale. Ma, mi direte, esagerato! Quelli venivano spediti in un'arena a combattere fra loro per sopravvivere e sollazzare il popolo. Ma perche'...cosa credete che mi succederebbe  se il tizio che ho dietro e mi sta sparando gli abbaglianti da piu' di un'ora, ad un certo punto notasse un mio gesto di disappunto? Scenderebbe dall'auto-tanto siamo a passo d'uomo, che dico, a passo di auto in tangenziale prima del lavoro...che e' piu' lento di un passo d'uomo-e mi affronterebbe fisicamente. Possibile che viviamo ancora nell'impero romano e nessuno se n'e' accorto? Basta. Sto esagerando. Si sto proprio esagerando. Gli schiavi sotto l'impero romano non guadagnavano niente. Io invece...gia', io invece? Affitto, assicurazione , carburante e bollo auto, smartphone, luce, gas,spesa all'hard discount ....che gia' se vai solo , che ne so, alla coop, con cinquanta euro non riempi un sacchetto. Di quelli biodegradabili. Che quando sei riuscito a portare la spesa in casa-lasciando per le scale due o tre barattoli di salsa di pomodoro made in Campania [con campania cancellato], e' talmente ridotto a brandelli che non lo puoi riutilizzare per la spazzatura...eppero' e biologico!E' sostenibile. 
Uffa! Ancora mezz'ora e forse arrivo. Sperando di arrivare in tempo. Dopo un certo numero di ritardi scatta una contestazione. Dopo un certo numero di contestazioni cercano di licenziarti. Ma come! Uno stimato professionista come te? No...impossibile! E invece si! Se mi licenziano ne prendono un'altro piu' giovane di me, piu' affamato di me, gli danno la meta' del mio stipendio e gli fanno fare il doppio delle mie cose. E nessuno potra' farci niente. Tanto le leggi e leggine che gli hanno fatto, glielo fa fare! 
Cavolo, c'e' un incidente. All'apertura ci saranno dei problemi in azienda. Io sono un venditore. Uno che vende. E se viene a comprare qualcuno che compra dove non c'e' nessuno che vende, l'intera nostra civilta' potrebbe crollare. Il fatto e' che qualcuno lo trovano. E poi quando arrivi ti creano intorno il microclima sfavorevole. Poi ti stressi. E se sei stressato scarichi sul cibo. E se scarichi sul cibo aumenti i trigliceridi, il colesterolo e la panza...ma che fa che aumento la panza, tanto la ragazza m'ha gia' mollato per vie della mancanza di regali! Ma le spese sanitarie che aumentano?Non c'e' problema, passa tutto in cavalleria...serve a rinfocolare una domanda che alla fine faranno venire "dal paese". La domanda di privatizzare il servizio sanitario nazionale. Che e' uno schifo. Che non se ne puo' piu'. Alla fine farai una gastroscopia in tempi decenti, la pagherai un occhio della testa. Ma avrai gia' finito i soldi, con che cosa la pagherai? Con un occhio della testa, appunto. Scambierai un organo per un altro organo. E se alla fine lo stomaco e' sano? Alleluia, hai perso un occhio ma hai ancora lo stomaco sano, no? Di che ti lamenti? 
Eh si. E' proprio come durante le lotte fra gladiatori. Potevi perdere un occhio, ma alla fine se sopravvivevi, cavolo, doppia razione. E non c'era gastroscopia che tenesse!
No. Non puo' essere. Tante ore in macchina ti fanno delirare. Pensate...e' non ho ancora iniziato a lavorare. Non ho ancora iniziato le mie otto ore di lavoro.
Ecco, forse ci sono, dopo questo svincolo la strada e' sgombra e posso prendere l'uscita per il mio cubo preferito. Che non e' quello di Rubik. Ma e' un parallelepipedo metallico colorato di rosso e di blu. Forza Bologna! Non, lo dicevo cosi, chi sa quanti che sono passati dalla tangenziale l'hanno pensato e l'hanno gridato in macchina. Un attimo prima di guardare la targa di quello che avevano davanti con la sigla "Ge" e andare in tilt perche' pure il Genova ha gli stessi colori sociali. D'accordo il calcio non c'entra niente, perche' nel cubo vendiamo elettrodomestici, ma e' pur sempre una metafora della vita buona per ogni stagione. Rimbaud avrebbe detto , una stagione all'inferno. E gia' che una volta lo dissi ad un cliente che voleva una lavatrice, intercalando del piu' e del meno. 
"Rimbaud?", fece,"non conosco questa marca, me la consiglia?".
Eccomi nel parcheggio. Porca puttana! E' tutto occupato, persino i posti riservati ai disabili...che poi sono sicuro , se vai a vedere non sono occupati da disabili. O meglio da disabili reali. Ma da realmente disabili si. Come definireste uno che non e' un disabile che parcheggia nei posti riservati a disabili?
Eccone qui uno, di posti. Va beh, parcheggio. Spero che qualcuno non mi urti la vettura. Altrimenti altre spese, altri conti....uffa!C 'avro' la fissa? Beh, ma provate voi ad arrivare il 26 del mese senza soldi nel conto! Non posso neppure chiedere soldi in prestito alla mia ragazza.Mi ha liquidato con un whatsapp, ricordate?
Ecco, manca un minuto. Mi faccio la scala a piedi di corsa. E' un buon esercizio, sapevatelo! E non devi pagare la palestra. Probabilmente pero' quei soldi li devi dirottare sul cardiologo! Cazzo, mi viene da ridere. Tutta la mia mente e' occupata a fare i conti per sopravvivere, in testa ho una corte dei conti personalizzata!
Mi sembra quasi  di sentire mia madre che dice:" sei esagerato, figlio mio, gli antichi guadagnavano meno, lavoravano di piu' e campavano piu' a lungo". Gli antichi? Eh no! Troppo furbo dire cosi, ogni volta omette epoca, periodo storico, geolocalizzazione...
Uff...ce l'ho fatta, ho timbrato il badge a meno un minuto. Adesso non resta che cambiarmi. Ok, devo entrare negli spogliatoi. Eccoli qui i miei cari armadietti quotidiani dipinti di blu nel cielo dipinto di blu e volare volare volare nel cielo infinito felice di stare quassu'. Silenziosi, gli armadietti metallici. Che pacifici che sono, che enorme silenzio catartico che emanano. La quiete prima della tempesta. Sono tutti chiusi con il lucchetto...tranne uno:il mio. E infatti e' l'unico ancora a non essere stato scassinato. Anche perche' io c'ho messo dentro un antifurto geniale. E tutti le volte che lo aprono lo richiudono sconsolati. E' meglio di un pittbull. E' meglio di un allarme. E' meglio di una mina antiuomo. Ci ho messo dentro dei libri....